Campo Umbria 2026

Alla partenza di questo “nuovo” campo, la curiosità era tanta: nessuno sapeva davvero cosa aspettarsi né come sarebbero stati quei giorni insieme. Carichi di entusiasmo e con qualche inevitabile domanda, siamo saliti sui soliti furgoni, pronti a lasciarci sorprendere da ciò che ci attendeva. La nostra destinazione era l’Umbria, dove siamo stati accolti nella casa della diocesi di Spoleto, situata in una posizione strategica che ci ha permesso di scoprire e visitare alcuni dei luoghi più significativi della regione.

Le giornate erano scandite da momenti formativi di revisione, riflessione e condivisione, alternati ad occasioni di svago e alla visita di alcune città, dove i ragazzi hanno potuto apprezzare l’arte e la sacralità di luoghi significativi, scoprendo la ricchezza di vivere queste esperienze insieme ai propri compagni.

I ragazzi si sono lasciati affascinare dalla vita di San Francesco e durante il campo sono emerse diverse domande e dubbi: cosa significa mettersi in ascolto della parola di Dio? Cosa vuol dire essere veramente in servizio? Come si fa ad essere fratelli?

A rendere ancora più prezioso questo campo sono stati tre incontri. Il primo è stato la testimonianza di frate Sabatino, che ha raccontato la conversione di San Francesco e la radicalità della vita cristiana, rispondendo con semplicità e concretezza ad alcune domande dei ragazzi e lasciando loro uno sguardo sulla sua quotidianità. Il vescovo Renato che, invece, ha condiviso la sua riflessione sulla gioventù di oggi, soffermandosi sulla difficoltà di affrontare le scelte e sulla necessità di imparare a essere fratelli senza complicità. Infine, suor Giulia che, parlando della sua vita e della sua vocazione in modo semplice e genuino, ha aiutato i ragazzi a comprendere la bellezza di vivere il Vangelo a partire da piccoli gesti quotidiani che possono donare molto a chi ci sta accanto.

Quello che però ha reso questi giorni speciali è stata la consapevolezza che, guardandosi accanto, ciascuno stava vivendo quel preciso momento insieme al proprio fratello: un fratello che non ha scelto, ma con cui ha scoperto la bellezza di camminare fianco a fianco, anche quando la strada da percorrere si fa più difficile.

L’imparare ad aspettarsi, conoscersi, confrontarsi e sostenersi senza cadere nella complicità ha accompagnato il nuovo GAP durante tutto il campo. Giorno dopo giorno, i ragazzi hanno riscoperto quanto sia prezioso camminare insieme e hanno compreso che tutto questo è stato possibile perché hanno scelto di lasciare a Dio lo spazio per entrare nelle piaghe della loro vita e nelle ferite che segnano i loro rapporti. È proprio da qui che il cammino prosegue ed i ragazzi sono pronti per affrontare il nuovo anno di gruppo insieme, guidati dalla Parola viva nella loro vita.