Campo Trekking 2026

Dopo un anno di cammino insieme negli incontri del giovedì sera, il gruppo GAP è pronto per partire per il campo Trekking: sulle spalle zaini pieni di calzettoni, magliette e bandane, un po’ di preoccupazione ed eccitazione allo stesso tempo.

Il cammino comincia incontrandosi con i ragazzi che stanno concludendo il campo Link. Per molti del GAP è stata l’occasione di vedere come il Signore stesse lavorando anche nei più giovani, che loro stessi hanno incontrato nell’animazione.

A questo punto tocca al GAP entrare nel vivo: il tema del campo sono le Beatitudini, dal Vangelo di Matteo. Accompagnati ogni giorno da un versetto diverso si cammina e si riflette nel profondo; la sera poi tre o quattro per volta hanno la possibilità di condividere con gli altri la riflessione, che tocca ferite e fatiche della propria vita.

La perseveranza necessaria per il cammino fisico, a volte con momenti di sconforto, è accompagnata dall’impegno per camminare dentro di sè e sforzarsi per superare le proprie difese.

La vera fatica è mettersi in gioco, lasciarsi interrogare dal significato delle Beatitudini, condividere le proprie fragilità e ascoltare quelle degli altri e lasciarsi trasformare dall’incontro con Dio.

Finalmente si arriva al giorno più atteso: da Gressoney si parte per raggiungere la Capanna Gnifetti dalla quale, nella notte, si attacca il ghiacciaio del Monte Rosa.

Ore 8.40, ecco raggiunta Capanna Margherita: 4.554 m!

L’arrivo in cima al Monte Rosa è uno dei momenti più intensi e commoventi dell’intero campo. Davanti alla distesa di cime e alla bellezza del panorama, ciò che colpisce di più è la gioia dei ragazzi: molti di loro non avrebbero mai pensato di farcela, ma la forza del gruppo e il desiderio di arrivare fino in vetta sono stati più forti della stanchezza e della paura.

Nei loro sguardi si intravede la bellezza di un cammino autentico: hanno portato gli uni i pesi degli altri, hanno condiviso la gioia e la fatica del cammino in ricerca del Signore. Non è stato sempre facile camminare insieme, come comunità e non solo come gruppo di individui: la tentazione di guardare se stessi e la propria fatica è grande.

Provando a camminare con Cristo, però, si impara ad accettare e a vivere la propria condizione umana, il limite e la povertà e, se si ha il coraggio di andare oltre la superficie, diventa possibile comprendere più profondamente chi cammina accanto a noi.

Il GAP si porta a casa questa esperienza travolgente, imparando che nessuna vetta si conquista da soli e anche nella vita la vera beatitudine si vive quando il cammino è condiviso, quando si smette di tentare di dominare e si prova ad aprire le proprie mani e il proprio cuore all’incontro con l’altro: non ci si può accontentare di niente di meno.